Il protocollo SmileLive: dalla simulazione del sorriso al manufatto, in sette fasi
Aggiornato il 10 ottobre 2026
In breve
Il protocollo SmileLive è il flusso di lavoro in sette fasi che porta dalla foto clinica e dalla scansione intraorale al manufatto definitivo, passando per la simulazione del sorriso, la valutazione di fattibilità in studio e la progettazione in laboratorio. Serve a verificare ogni caso prima di mostrarlo al paziente: la simulazione aiuta l'accettazione del caso, la valutazione resta all'esperienza del clinico.
Le sette fasi in una tabella
| Fase | Dove avviene | Chi la fa | Cosa produce |
|---|---|---|---|
| 1. Acquisizione | Studio clinico | — | Foto del volto secondo protocollo e scansione intraorale, nella stessa seduta |
| 2. Simulazione | Studio clinico | Il software di simulazione, come strumento del clinico | Il possibile risultato, generato dalla foto originale |
| 3. Fattibilità | Studio clinico | Il clinico | Il confronto fra situazione attuale e simulata, con scansione sovrapposta alla foto; solo un caso fattibile arriva al paziente |
| 4. Matching nel software CAD | Laboratorio | — | Scansione, foto originale e foto simulata sovrapposte; la scansione dà la scala millimetrica |
| 5. Ceratura digitale | Laboratorio | — | Wax-up, dal nuovo piano occlusale |
| 6. Mock-up o snap-on | Studio clinico | — | Prova in bocca |
| 7. Manufatto definitivo | Laboratorio | — | Dispositivo definitivo, con CAD/CAM o stampa 3D |
La foto orienta, la scansione misura
Si ritiene che una foto clinica richieda uno strumento di misurazione nell'inquadratura. Nei protocolli digitali validati la calibrazione arriva invece dalla scansione intraorale.
| Approccio tradizionale: strumento di misurazione | Protocollo digitale: scansione intraorale | |
|---|---|---|
| Tipo di rilievo | Riferimento bidimensionale | Rilievo tridimensionale |
| Scala | Soggetto a prospettiva e parallasse | Scala millimetrica nativa |
| Precisione | Precisione limitata | Precisione trasferita al manufatto |
Alla fotografia si chiede l'orientamento corretto del volto: un errore qui non si recupera a valle.
Lo scatto: paziente e inquadratura
Il volto va ripreso con tre riferimenti ben visibili: linea mediana, linea bipupillare e piano occlusale.
- Paziente in piedi, capo in posizione naturale, sguardo all'orizzonte.
- Fotocamera all'altezza del piano occlusale, asse ottico perpendicolare al viso.
- Piano occlusale parallelo all'orizzonte, verificato con la griglia.
- Nessuna rotazione o inclinazione del capo.
Rotazione e inclinazione sono gli errori che il matching non compensa.
Lo scatto: impostazioni dello smartphone
Disattivare tutto ciò che elabora l'immagine in automatico.
- Fotocamera nativa. Modalità standard, senza filtri né app di ritocco.
- Niente automatismi. HDR intelligente, ritratto e sfocature disattivati.
- Niente zoom digitale. Allontanarsi e usare l'ottica 2x o 3x contro la distorsione.
- Distanza 1,5 m. Distanza indicativa per il ritratto frontale.
- Luce diffusa. Niente flash frontale diretto: appiattisce e riflette.
- Parametri costanti. Stessa distanza, altezza e luce tra gli scatti.
Il flusso: sette fasi, dallo scatto al manufatto
Le fasi 1, 2, 3 e 6 avvengono in studio clinico. Le fasi 4, 5 e 7 avvengono in laboratorio. L'affidabilità dell'intera catena dipende dal primo anello: lo scatto.
Fase 1 · Acquisizione
Si acquisiscono foto del volto e scansione intraorale, nella stessa seduta. Le foto seguono il protocollo fotografico descritto sopra. Avviene in studio clinico.
Fase 2 · Simulazione
Il software genera dalla foto originale il possibile risultato. È uno strumento del clinico, non ancora una proposta al paziente. Avviene in studio clinico.
Fase 3 · Fattibilità
Il clinico confronta la situazione attuale con quella simulata e verifica che il risultato sia realizzabile. Solo un caso fattibile arriva al paziente. Avviene in studio clinico.
Nella valutazione il clinico sovrappone la scansione intraorale alla foto: la terza dimensione entra già qui. Questo matching si fa anche dentro SmileLive. Nello strumento «Vista clinica» la scansione 3D (file STL) si sovrappone alla foto: la valutazione clinica del caso si fa anche in tre dimensioni.
I criteri di analisi e i tre possibili esiti sono descritti più sotto, nella sezione sui limiti della simulazione.
Fase 4 · Matching nel software CAD
Scansione, foto originale e foto simulata vengono sovrapposte sugli incisivi superiori. La scansione dà la scala millimetrica. Avviene in laboratorio, nel software CAD.
Il matching fra scansione, foto originale e simulazione in ambiente CAD resta la base della ceratura digitale.
Fase 5 · Ceratura digitale
La simulazione diventa wax-up, dal nuovo piano occlusale, nel rispetto di linea mediana e bipupillare. Avviene in laboratorio.
Fase 6 · Mock-up o snap-on
Prova in bocca per verificare estetica, fonetica e funzione prima del definitivo. La conferma al paziente arriva dal mock-up in bocca.
Fase 7 · Manufatto definitivo
Dal progetto validato al dispositivo definitivo, con CAD/CAM o stampa 3D. Avviene in laboratorio.
Cosa la simulazione non è: un'obiezione fondata
Un'obiezione ricorrente fra i clinici dice: «La simulazione aiuta l'accettazione del caso, ma nella progettazione il paziente rimane disilluso.»
Perché accade:
- La simulazione è un'immagine 2D: non mostra volumi, spessori, spazio disponibile.
- Mostrata senza verifica, diventa una promessa che il progetto non può mantenere.
La risposta del protocollo: la simulazione aiuta l'accettazione del caso, la valutazione rimane all'esperienza del clinico.
Il problema non è la simulazione, ma mostrarla prima di averla analizzata.
L'analisi prima del paziente: foto originale e simulazione, punto per punto
Il clinico confronta le due immagini affiancate e verifica che ogni modifica proposta sia realizzabile.
- Dimensioni dentali. Lunghezze e larghezze proposte si ottengono aggiungendo materiale, o richiedono riduzione?
- Labbra ed esposizione. Esposizione incisale a riposo e nel sorriso, linea del sorriso, corridoi buccali.
- Mediana e piano occlusale. Lo spostamento proposto è compatibile con la posizione reale dei denti?
- Tessuti gengivali. Margini e zenith modificati richiedono un intervento parodontale?
- Volumi e posizione. Il 2D non mostra la profondità: verifica sulla scansione sovrapposta alla foto e sulle viste laterali e di tre quarti.
- Colore. Il colore simulato è ottenibile con il materiale e gli spessori previsti?
L'occhio del clinico, guidato da un protocollo, colma i limiti della visualizzazione bidimensionale.
I tre esiti dell'analisi: prima si verifica
| Esito | Cosa succede |
|---|---|
| Fattibile così com'è | Il progetto si realizza per via additiva. La simulazione si presenta al paziente e si passa al mock-up. |
| Fattibile con trattamenti preliminari | Il paziente sa fin dalla prima presentazione quali trattamenti preliminari servono, come la chirurgia gengivale o lo sbiancamento. |
| Non fattibile come simulata | Si corregge la simulazione e si ripete l'analisi. Al paziente non arriva nulla di irrealizzabile. |
Cosa vede il paziente. Originale e simulazione affiancate, come proposta indicativa. La conferma arriva dal mock-up in bocca.
Simulazione, wax-up, mock-up e manufatto sono passaggi in sequenza. Simulazione e wax-up/mock-up non sono alternativi, ma consecutivi.
La terza dimensione: anticipare la lettura tridimensionale
In studio, fase 3: matching integrato nella simulazione. La scansione intraorale si sovrappone alla foto nel software di simulazione: il confronto arriva già alla valutazione di fattibilità. In SmileLive questo avviene nello strumento «Vista clinica», dove la scansione 3D (file STL) si sovrappone alla foto. Già disponibile.
In laboratorio, fase 4: matching per la progettazione. Il matching fra scansione, foto originale e simulazione in ambiente CAD, nel software CAD del laboratorio, resta la base della ceratura digitale.
Ricadute per il laboratorio
- Un progetto riferito al volto, non solo alle arcate.
- Una guida condivisa fra clinico, tecnico e paziente.
- Meno prove cliniche e meno correzioni in corso d'opera.
- Forme e colore restano affidati al laboratorio di fiducia.
La qualità dello scatto è il vero fattore decisivo dell'intero flusso digitale.